Caduto desunto da Archivio storico Comune di Daverio
di Tranquillo x< 1881 morto
1881, Reggimento Artiglieria (barrato) 63° battaglione, 2° comp., M.T. Bologna.
Conti Maria moglie, Angelina e altra non specificata figlie.
Fratello di Luigi Carlo (nato ad Azzate 15.5.1884, 70° Regg. Fant., morto in prigionia per malattia 24.4.1918, “Albo d’Oro” sul Monumento ai Caduti di Azzate).
Calzolaio (59,1934,VIII,2,6)
Sussidio governativo L. 1,20.
Elenco caduti 1915-1918 (55,VIII,1920,2,5):
Nome: Belloni Ambrogio
Paternità: Tranquillo
Maternità: Bardelli Maria
Luogo e data di nascita: Morazzone 4.4.1881
Dist. leva: Varese
Grado: Soldato
Corpo: 72° Fanteria
Data di morte: 4.11.1916
Causa di morte: disperso
ISTORECO Albo d’Oro:
Belloni Ambrogio di Tranquillo
Data e luogo di nascita: 15/6/1881 a Morazzone
Casualità: Disperso in combattimento il 4/11/1916 (35 anni) a Carso (Hudi Log, ndr)
Grado: Soldato
Reparto: 132° Reggimento Fanteria
59, 1934, VIII, 2, 6
Belloni Ambrogio disperso
59, 1934, VIII, 2, 6
Vedova assegno pensione annuo L. 900.
Interessante carteggio su giallo del disperso Belloni ritenuto da alcune (false) testimonianze degente presso Camerlata nel cronicario antitubercolare.
La moglie indicata come Conti Maria, due figli orfani tra cui Riccardo (nato 1915)
(60,1936,VIII,2,2), due fratelli.
Nato a Morazzone 19.6.1881, dal 10.4.1885 iscritto all’anagrafe di Azzate.
Su un biglietto scritto a mano: calzolaio, Matr. 13223
59,1934,VIII,2,6
Ministero per l’Assistenza Militare e le pensioni di guerra
Roma 26.4.1919
È pervenuta istanza con la quale Conti Maria vedova del Militare in oggetto (Belloni Ambrogio) chiede che le sia corrisposto un sussidio. Avendo questo Ministero accolta tale istanza ha concesso alla richiedente un sussidio di lire Duecento.
59,1934,VIII,2,6
Prefettura di Como, Comitato Provinciale Orfani di Guerra
28.12.1920
Al Sindaco di Daverio
Vaglia postale di L. 150 come sussidi orfani militare Belloni Ambrogio
59,1934,VIII,2,6
Prefettura di Como, Comitato Provinciale Orfani di Guerra
19.5.1922
Al Sindaco di Daverio
Vaglia postale di L. 200 come sussidio orfani militare Belloni Ambrogio
Su Albo d’Oro e Monumento di Azzate: il fratello Belloni Luigi Carlo di Tranquillo, 14.5.1884 a Azzate, soldato 70° Regg. Fant., morto 24.4.1918 in prigionia per malattia.
Carteggio Belloni Ambrogio (Disperso in combattimento 4.11.1916)
ARCHIVIO STORICO COMUNE DI DAVERIO; 59,1934,VIII,2,6
Deposito Fanteria Catanzaro
Ufficio informazioni
Catanzaro 5.9.1917
Al Sindaco di Daverio
Oggetto: Militare Belloni Ambrogio
Pregasi la S.V. volere indicare, con cortese sollecitudine, il Reggimento e la Compagnia cui l’emarginato apparteneva e tutte quelle generalità necessarie nel proseguimento delle ricerche e per rispondere al Sup. Dicastero.
Il Colonnello Comandante il Deposito
Lettera di Antonio Marzola spedita a Belloni Maria
8.2.1921
Milano 8.2.921
A nome di suo marito l’invio questa lettera notiziandola che Lui trovasi ancora in questo Ospedale e desidera che Lei venga a fargli una visita.
Da tempo fa suo Marito incaricò una Suora di questo Ospedale per fargli avere sue nuove, ed ancora Lei non si è fatta viva.
Voglio sperare che Lei sinteressi (sic) perché suo Marito desidera molto vederla.
Con profonda stima la saluto.
Antonio Marzola
Comune di Daverio
13.2.1921
(Pinzato anche a comunicazioni del 1931)
All’On.le Direzione Ospedale Militare Milano
Oggetto: Soldato Belloni Ambrogio
Come risulta dall’acclusa lettera spedita da Milano da certo Antonio Marzola il militare Belloni Ambrogio, fu Tranquillo dovrebbe essere degente in un ospedale di codesta città.
Siccome il Belloni è presunto morto in guerra fin dal 4 Novembre 1916, come da dichiarazione del Comandante del 132° Reggimento Fanteria e che in conseguenza di ciò alla di lui moglie gli è stato liquidato regolare pensione.
Dato la grande sorpresa arrecato alla moglie in seguito a tale fatto, la quale non sa darsi pace, lo scrivente pregherebbe codesta autorevole Direzione sapergli dire qualche notizia delle reale condizioni del Belloni o quanto meno il preciso recapito del mittente della lettera allegata che sembra anch’esso degente nello stesso ospedale.
Colle chieste notizie, attendo l’allegato di ritorno.
Con tutta osservanza
Il Sindaco Chiaravalli (Alessandro Ndr)
Direzione Ospedale Militare Principale di Milano. Ufficio Maggiorità
18.2.1921
Alla Direzione dell’Ospedale Civile di Milano
Oggetto: militare Belloni Ambrogio
Si trasmette l’unita pratica per conoscenza e con preghiera di compiacersi fornire schiarimenti in merito qualora sia stato ricoverato in codesto Ospedale il militare in oggetto.
Pregasi restituire tutta la pratica.
Si ringrazia
(sulla stessa lettera la risposta)
20.2.1921
Non risulta ricoverato in questo Osp.
Firmato Riboldi
Timbro e firma del T. Colonnello Medico Direttore Interinale
Direzione Ospedale Militare Principale di Milano. Ufficio Maggiorità
22.2.1921
Al Sindaco di Daverio
Oggetto: militare Belloni Ambrogio
Si restituisce l’unita pratica relativa al militare in oggetto comunicando che dalle accurate e diligenti ricerche fatte non risulta essere stato ricoverato in nessuno degli Ospedali dipendenti.
A parere della scrivente la lettera inviata dal militare Marzola alla moglie del Belloni non corrisponde a verità stante che nemmeno questi risulta essere stato mai ricoverato in ospedali dipendenti.
D’ordine l’Aiutante Maggiore in Ia
Comune di Daverio
27.2.1921
Alla Direzione dell’Ospedale Militare di Monza
Trasmetto anche a codesta On.le Direzione l’acclusa pratica perché si compiaccia verificare se tra i militari degenti vi sia certo Belloni Ambrogio fu Tranquillo, già soldato del 132° Reggimento Fanteria.
Colle chieste notizie attendo tutta la pratica di ritorno.
Con Osservanza, il Sindaco Chiaravalli
Direzione Ospedale Militare Principale di Milano. Ufficio Maggiorità
3.3.1921
Al Sindaco di Daverio
In restituzione comunicando che l’Ospedale Militare di Monza è stato sciolto fin dal 1919, ed era alle dipendenze della scrivente.
D’ordine
L’Aiutante Maggiore in Ia
Biglietto urgente di servizio
Prefettura di Varese
12.4.1931
Al Podestà di Daverio
Prego la S.V. rilasciare alla Signora Conti Maria vedova Belloni fu Domenico e Luini Vittoria i richiesti documenti per recarsi all’Istituto Antitubercolare di Camerlata per la eventuale identificazione del marito risultante disperso in guerra. Gradirò assicurazione, il Prefetto Mattei
(Pinzato anche seguente)
Prefettura di Varese
20.4.1931 Anno IX
Sig. Podestà di Daverio
Oggetto Conti Maria vedova Belloni
Prego la S.V. comunicarmi se, come verbalmente mi assicurò, ha già munito la Signora Conti Maria vedova Belloni di un documento di presentazione per visitare il sanatorio antitubercolare di Camerlata
Il Prefetto Mattei
(Pinzato anche seguente)
Telegramma del Prefetto Mattei
27.4.1931 N° 455 stato
Al Podestà di Daverio
Prego darmi sollecita risposta mia lettera pari numero del 20 corr. Relativa signora Maria Conti vedova Belloni
(pinzato biglietto scritto a mano: Conti Alessandro detto pacign Sumirago muratore 3 o 4 anni fa)
(Pinzato anche seguente)
Comune di Daverio
13.2.1921
All’On.le Direzione Ospedale Militare Milano
Oggetto: Soldato Belloni Ambrogio
Come risulta dall’acclusa lettera spedita da Milano da certo Antonio Marzola il militare Belloni Ambrogio, fu Tranquillo dovrebbe essere degente in un ospedale di codesta città.
Siccome il Belloni è presunto morto in guerra fin dal 4 Novembre 1916, come da dichiarazione del Comandante del 132° Reggimento Fanteria e che in conseguenza di ciò alla di lui moglie gli è stato liquidato regolare pensione.
Dato la grande sorpresa arrecato alla moglie in seguito a tale fatto, la quale non sa darsi pace, lo scrivente pregherebbe codesta autorevole Direzione sapergli dire qualche notizia delle reale condizioni del Belloni o quanto meno il preciso recapito del mittente della lettera allegata che sembra anch’esso degente nello stesso ospedale.
Colle chieste notizie, attendo l’allegato di ritorno.
Con tutta osservanza
Il Sindaco Chiaravalli (Alessandro Ndr)
Esposto (minuta) del Podestà Guido Pistoletti
10 Novembre 2 XI (1932)
Ill.mo Signor Questore di Varese
Dopo aver conferito in merito a quanto sotto esposto col signor Commissario Capo di codesta Divisione Giudiziaria, mi permetto richiamare anche l’attenzione della S.V.Ill. su particolarità e fatti che formano oggetto dell’esposto che rassegno, ritenendo l’opportunità di un intervento di codesto Superiore Ufficio.
Nel Novembre 1916, in seguito a fatto d’armi, è stato dichiarato scomparso di guerra certo BELLONI Ambrogio, soldato nel 132° Reggimento Fanteria, già residente in questo Comune, ove ha lasciato la vedova Conti Maria, con due figli, tutt’ora viventi.
La vedova gode di un assegno annuo di pensione di guerra di L. 900 circa, e ciò resta a comprovare che il marito è scomparso in Combattimento, contrariamente, quindi, a quanto Ella insiste nell’affermare e cioè che è tuttora vivente, minorato di guerra, ricoverato nell’Istituto Antitubercolare di Camerlata (Como). Da notarsi, tra l’altro, che il nome del Belloni figura tra i caduti ricordati sul Monumento in paese.
Premetto che fin dal 1921 (come rilevasi dalla pratica in possesso di quest’Ufficio), a seguito di una lettera inviata alla vedova da un tale Marzola, ricoverato all’Ospedale Militare di Milano, veniva riferito alla vedova stessa, che il di lei marito trovavasi ricoverato in detto Ospedale a Milano. Questo Comune, con lettera 13 Febbraio 921, interessava la Direzione dell’Ospedale stesso, che rispondeva tosto comunicando che, da accurate e diligenti indagini, non risultava essere stato ricoverato in nessuno degli Ospedali dipendenti il militare Belloni Ambrogio.
Successivamente, e cioè due anni or sono, il sottoscritto venne sollecitato dalla Vedova Belloni ad esperire altre ricerche del caso, affermando, allora, che il marito trovavasi ricoverato nell’Istituto Antitubercolare di Camerlata. Il sottoscritto si portò personalmente presso tale luogo di cura, conferì col Direttore, colle Suore, col personale ivi addetto, ed ebbe da tutti l’assicurazione che non vi era ricoverato alcun minorato di guerra, al nome, alle generalità, ai dati di Belloni Ambrogio.
Non soddisfatta dell’esito negativo delle ricerche, la Vedova rassegnò un esposto a S.E. il Capo del Governo, che interessò a Sua volta, i Prefetti di Como e di Varese. Da S.E. il Prefetto di Varese, fui incaricato di munire la vedova Belloni, di un documento di riconoscimento e di una lettera di presentazione per l’Istituto Antitubercolare di Camerlata, al fine di poter dare la possibilità e la soddisfazione alla vedova stessa di visitare ed eventualmente riconoscere il marito.
Dopo aver ottemperato a quanto disposto da S.E. il Prefetto, la vedova si recò a Camerlata, unitamente ad altre persone del paese; le furono presentati dei ricoverati, tra i quali non fu riconosciuto il ricercato.
Dopo tali constatazioni, la nominata Belloni non ha desistito dall’affermare insistentemente che il marito era ricoverato in tale luogo di cura, asserendo che persone degne di fede, gliene avevano dato notizia e conferma.
Il sottoscritto ha insistito per poter conoscere i nomi di tali informatori, ma inutilmente allora. Tuttavia, per le continue sollecitazioni della Vedova, e per dare alla stessa la prova che nulla di intentato aveva quest’Autorità Comunale tralasciato, precisamente due mesi or sono mi portai nuovamente con Lei e due fratelli del disperso all’Istituto di Camerlata. Riferii più particolarmente col Direttore, con le Suore e col personale tutto di custodia e di servizio, alla presenza dei congiunti del Belloni; furono presentati i ricoverati, tra i quali i minorati di guerra e non fu dato di riconoscere il Belloni che, a detta degli informatori, doveva essere mutilato di ambedue le gambe e di un braccio.
Dopo tale constatazione negativa fatta sul posto, ritenevo che il caso pietoso e rincrescioso insieme, avesse avuto finalmente termine. Contrariamente, la Vedova Belloni, venne ripetutamente in quest’Ufficio Comunale, insistendo petulantemente che il marito , era certa, viveva nell’Istituto di Camerlata e che quel Direttore si opponeva a presentarlo ai parenti e a dimetterlo da tale luogo di cura.
Ho nuovamente insistito per conoscere i nomi di coloro che avevano dato tali precise informazioni e finalmente ho potuto sapere trattarsi di tal CONTI Alessandro, detto pacign, di Sumirago, il quale, lavorando come muratore in tale Istituto a Camerlata, ha precisato di aver potuto parlare col ricoverato Belloni Ambrogio, ivi ricoverato, come mutilato delle gambe e di un braccio. Il Belloni, a detta del Conti, avrebbe insistentemente pregato l’informatore di informare del suo ricovero la moglie abitante a Daverio con due figli, invitandola ad andare a visitarlo a Camerlata.
Le affermazioni del Conti Alessandro di Sumirago, furono confermate da tale CONTI Paolo di Pasquale – contadino- residente in Montonate – Comune di Mornago -, il quale nell’informare la vedova, asserì di aver saputo tali notizie dal Conti Alessandro di Sumirago. Notizie precisate anche personalmente dagli stessi Conti a tale MONTALBETTI Carlotta di Daverio – nipote della vedova e alla vedova stessa e inoltre a tale CARABELLI Giuseppina, coniugata Nicora.
Ciò premesso, in considerazione dell’esito assolutamente negativo dato dalle ricerche esperite dai sopralluoghi effettuati – in stridente contrasto colle categoriche e precise affermazioni dei nominati Conti Alessandro e Conti Paolo – è da ritenersi che tali informatori abbiano incoscientemente e senza por mente alle dolorose e pietose conseguenze, riferito tali notizie, lasciando trepidante e senza pace una povera vedova che si ostina a voler credere vivente tuttora suo marito.
In tale presunzione, e ritenendo possa essere tale dolorosa vicenda null’altro che il frutto di uno scherzo di cattivo genere, effettuato da informazioni forse incoscienti, mi permetto richiamare l’attenzione e l’intervento di codesto On. Ufficio per appurare i fatti ed eventualmente punire i colpevoli.
Ringraziando, col massimo ossequio
IL PODESTÀ
(Guido Pistoletti)
Sul retro, a matita,
Belloni Ambrogio di Tranquillo e di Belloni Tranquilla nato il 15.6.81 ad Azzate, N. Matricola 13223 Ia Cat., 132 Fanteria, disperso a Hudi Lange (?) il 4.11.1916 (Ndr. Esiste un Comune sul Carso, in Slovenia, dal nome Hudi Log)
Opera Nazionale per gli Orfani di Guerra
Comitato provinciale Varese
30 gennaio 1934 – Anno XIII
Al sig. Podestà di Daverio
Oggetto: Belloni Riccardo fu Ambrogio
Con l’unito esposto (mancante ndr), Belloni Riccardo da Daverio, ritenuto orfano di guerra, chiede i mezzi per recarsi a Camerlata al fine di accertarsi se il padre Ambrogio sia ancora in vita; sarebbe stato, infatti, riferito al Belloni che il padre si troverebbe nel ricovero dei grandi invalidi di guerra di quel comune.
La prego di esaminare l’opportunità di aderire alla richiesta del Belloni tenendo presente quanto è detto nell’ultima parte dell’unita copia di lettera del Prefetto di Como.(mancante).
Gradirò sollecita risposta e la restituzione degli allegati.
Il Commissario Straordinario
Rossetti
Copia di lettera non intestata ma presumibilmente del Podestà di Daverio
14.2.XIII (1934 ndr)
Ill.mo Signor Commissario Straordinario O.N. Orfani di Guerra, Varese
In risposta alla nota sopra emarginata di codesto Ufficio, riguardante la pratica in oggetto, si ha il pregio di comunicare che il sottoscritto ebbe già a rilasciare alla vedova Belloni ed agli orfani una lettera di presentazione al Direttore dell’Istituto di Camerlata, fino dall’aprile 1931: In seguito a ordine telegrafico avuto da parte di S.E. il Prefetto di Varese onde potessero visitare l’Istituto suddetto e riconoscere il loro congiunto, che asserivano essere in quell’Istituto ricoverato come grande invalido di Guerra.
Nell’Ottobre 1932 in seguito alle continue insistenze della Belloni, il sottoscritto si recò all’Istituto suddetto in compagnia della vedova e di due fratelli del defunto militare, onde constatare il fatto di presenza.
Ho conferito col Direttore stesso dell’Istituto e in presenza dell’Economo e delle Suore si ebbe la dichiarazione che nell’Istituto non fu mai ricoverato un Belloni, ne altri sotto il nome di Bellotti, e quindi vana sarebbe riuscita l’insistenza da parte degli interessati per ulteriori ricerche in quel luogo di cura.
Restituisco quindi a codesto Ufficio l’esposto dell’orfano Belloni e gli allegati, asserendo che questo Ufficio nulla ha trascurato per aderire al desiderio della famiglia del defunto Belloni Ambrogio.
Opera Nazionale per gli Orfani di Guerra
Comitato provinciale Varese
15 febbraio 1934 – Anno XIII
Al sig. Podestà di Daverio
Oggetto: Belloni Riccardo fu Ambrogio
Prendo atto di quanto la S.V. mi riferisce con lettera 14 corr. N.155 e la prego di voler invitare la vedova Belloni a non insistere nella sua richiesta dal momento che è stato accertato che presso l’Istituto di Camerlata non fu mai ricoverato un Belloni, né altri sotto il nome di Bellotti.
Il Commissario Straordinario
Rossetti
A cura di Alberto Tognola (contatta l'autore)
Autorizzazione della Soprintendenza Archivistica della Regione Lombardia del 04/10/2018
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