LEGENDA
I numeri prima del nome provengono da ELENCO MILITARI SOTTO LE ARMI 1915-1920 (quaderno compilato presumibilmente nel 1916)
56,VIII,2,10
x = in rubrica 56,VIII, 2, 3; < = in elenco 56,VIII, 2, 4; @= aggiunta da elenco variazioni ai ruoli matricolari 55, 1917, VIII, 2, 3
In verde aggiunte da 56, VIII, 2,7. 1915-1918; cartoline risposta dall’ufficio notizie di Varese o Milano su militari, feriti, prigionieri, deceduti

Colombo Giovanni


Da Gruppo d’onore Eroi Caduti e Reduci di Daverio (anno XIII -1935)

Caduto accertato non presente sulle lapidi del Monumento ai Caduti di Daverio

di Enrico e Bossi Luigia, 12.2.1886, 90° fanteria, 1° comp., prigioniero Mauthausen, disperso 20.9.16. @, VIII,2,5;

57,1927,VIII,2,7
Morto a Daverio 27.8.1920 causa peritonite acuta non per causa di guerra, ma conseguenza della malattia intestinale contratta nel periodo della prigionia da cui non si ristabilì (testimonianza della nipote Giovanna Colombo che riporta i ricordi della cugina secondo la quale il nonno tornò da Mauthausen ammalato con dissenteria fortissima con successiva infiammazione dell’appendice trasformatasi in peritonite; chiesta causa di guerra ma rifiutata).
Moglie: Teresa Mangano 1893-1982.

Per i Colombo vedi stato di famiglia e lettera estratto da 100,1916,XII,3,2, in scheda a parte e foto
Per Colombo Giovanni vedi Cartelle personali. Testimonianza all’autore di Giovanna Colombo, marzo 2019 (vedi lettera dal fronte trascritta)

FAMIGLIA COLOMBO:
Padre: Colombo Enrico, nato il 1° agosto 1846, inabile al lavoro, morto nel 1922
Madre: Bossi Luigia, nata il 12 marzo 1849, inferma, morta nel 1926
Figlio: Colombo Giuseppe, nato il 15 febbraio 1880, morto il 7.9.1956
Moglie: Pagani Maria, 11.7.1881-8.11.1957
Figlio: Colombo Ercole, nato il 1° dicembre 1881, morto nel 1965
Figlio: Colombo Luigi, nato il 24 marzo 1884, morto nel 1971
Moglie: Orlandi Maria, 1889-1962
Figlio: Colombo Giovanni, nato il 12 febbraio 1886, prigioniero ferito
Figlio: Colombo Gerolamo, nato il 25 novembre 1888
Nuora: Pagani Maria, nata l’11 luglio 1881
Nipote: Colombo Almerina, figlia di Giuseppe, nata il 27 ottobre 1904
Nipote: Colombo Angelina, figlia di Giuseppe, nata il 24 febbraio 1906
Nipote: Colombo Salvo, figlio di Giuseppe, nato il 24 settembre 1908
Nipote: Colombo Rita, figlia di Ercole, nata il 29 aprile 1909
Colombo Alba figlia di Giuseppe (notizia di Giovanna Colombo) probabilmente nata dopo il 1916.

Anagrafe Daverio
Morto 27.8.1920

54,VIII,2,5
Disperso 20.9.1916
Deposito fanteria Genova, 90° regg. Matr. 22712, classe 1886
1917 Mauthausen CRI 1.3.1917, 90° fanteria
1917 Mauthausen Cartolina postale 16.10.1917

54,VIII,2,4,1916, CRI
Internato dal 20.5.1916 a Mauthausen

Etichetta di spedizione postale (56,VIII,2,9)
Spedito da Colombo Teresa, Daverio Italia
Al Prigioniero di guerra soldato Colombo Giovanni 90° regg. Fanteria 1° Compagnia Mauthausen lager N. 45425 Austria. Kg 2.300

55,1919,VIII,2,1
Dal 91° Regg. Fant Deposito Varese, 29.8.1919
Trasmissione Vaglia di Servizio al Soldato Colombo Giovanni di Enrico di L. 60

55,1920,VIII,2,3
Pacco vestiario


Albero genealogico Famiglia Colombo

Giovanni Colombo e Teresa Mangano

Rinaldo Taddeo
Nonno materno di Giovanna Colombo
Guerra Libia '11-'14

Testo della lettera (revisione del trascrittore Alberto Tognola)

Fronte, 18 maggio 1916
Carissima moglie
Per grazia di Dio e della madonna sono in buona salute e mi sono salvato da quel terribile bombardamento nemico del 15 maggio; credo che avrai letto il comunicato di Cadorna su questo bombardamento in valle D’Assa che ha gettato qualche cannonata di grosso calibro su Asiago.
Cara moglie
Ti ho scritto una cartolina alla mattina che era tutto quieto e dopo una mezz’ora che l’avevo imbucata ha cominciato questo terribile bombardamento e cadevano cannonate da tutte le parti e anche vicino alla baracca che non è stata colpita per niente, e per sicurezza ci hanno fatto venire fuori e ci siamo ricoverati nei camminamenti.
Cara mia Teresa
verso le dieci è venuto l’ordine di andare in trincea e sono partito subito; durante la strada si sentivano e si vedevano che scoppiavano le granate da tutte le parti, si sentivano che venivano e ci ricoveravamo vicino a qualche pianta sino che aveva fatto il suo scoppio. Quando sentivo questi terribili fischi invocavo sempre il nome di Maria vergine salvatemi da questo pericolo, e poi incominciando ancora il cammino verso la galleria per ripararmi, non credevo mai più di raggiungerla sotto questo fuoco terribile. Per grazia di Dio e della madonna mi sono salvato e ho raggiunto la galleria e a uno a uno venivano tutti e domandavo a tutti quelli che arrivavano se non era restato nessuno in strada dei soldati e dei miei compagni e finalmente sono arrivati tutti senza essere feriti, e il mio compagno di Albusciago, siamo partiti insieme, e lui è arrivato una mezz’ora dopo; non lo vedevo arrivare e poi è arrivato anche lui sano e salvo.
Cara mia moglie
Sono stato sotto alla galleria sino alla sera ma dicevano quelli, ma dicevano quelli che ci sono dal principio della guerra sino adesso ne hanno sentito diversi di bombardamenti ma come questo non ne hanno mai sentito; a essere in galleria intanto intanto tremava, qualche volta si guardava fuori a vederle scoppiare volavano sassi e schegge da tutte le parti,
allora mia cara Teresa
verso sera hanno cessato il fuoco per qualche ora, allora il mio bravo Capitano mi ha accompagnato in trincea e dopo un po’ di tempo che eravamo in trincea hanno incominciato a bombardare ancora e noi in trincea sentirci passare sopra prima di scoppiare, si sentivano nel terribile rumore e poi si sentivano che scoppiavano senza colpire sono passati diversi colpi. Quando sentivo questo rumore venire mi raccomandavo sempre alla madonna salvatemi da questo pericolo.
Dopo qualche minuto hanno dato ordine di ritirarsi in galleria, mentre i primi che sono venuti fuori se ne andavano più presto possibile per ricoverarsi in galleria e mentre passo io c’era il mio sottotenente che comandava il mio plotone che diceva – vigliacchi vigliacchi fermatevi a liberare i vostri compagni – e loro non davano ascolto e se ne andavano. Io mi fermai alzando gli occhi al cielo e poi getto il fucile a terra, mi sono fatto di un forte coraggio, e mi sono sdraiato a terra, sono entrato nella galleria distrutta per potere liberare quei soldati che sono restati sotto e il primo che ho riconosciuto è stato il mio Capitano e poi si è fermato anche un Cap. Magg. e incominciammo a sollevare dei sassi e farli passare fuori della piccola galleria, sino a quando l’avevamo liberato, e già si faticava perché si lavorava con la testa in giù e sdraiato a terra e ogni tanto il Capitano diceva riposate un po’ ma noi sempre più in fretta che potevamo per potere liberarlo ma sempre un terribile cannoneggiamento che batteva anche vicino e sdrappnel si sentivano cadere sulle gambe ma non mi hanno fatto niente; siamo stati un’ora e mezza a gettare fuori sassi sempre colle mani e intanto il Capitano diceva – levate questo di un sasso che mi fa male – ma nel levare questo sasso il povero Capitano – andate piano che mi fate male- e intanto che si scavava mi ha detto – chi siete – io ho risposto io mi chiamo Colombo e l’altro Cap. Magg. Derico. C’erano anche gli altri due soldati che gridavano – aiutatemi – e il Capitano – fatevi coraggio ragazzi che vi stanno liberando – e questi erano altri soldati a liberarli. Sino a quando il Capitano lo abbiamo levato dalla galleria e l’abbiamo posato sulla barella dei porta feriti e il Capitano mi ha chiamato – Colombo e Derico io ho solo da ringraziarvi – e poi l’abbiamo portato al posto di medicazione e poi in seguito gli altri due. Ma disgraziato il mio Capitano e il suo attendente e un soldato che portava gli ordini che si sono ricoverati sotto a una piccola galleria per non essere presi e disgraziatamente cadde una granata di sopra e fa cadere la piccola galleria e il Capitano è rimasto sotterrato in mezzo ai sassi, sotterrate le gambe e una gamba l’aveva rotta e diverse ferite e gli altri due sono feriti in diversi posti tutti i soldati della prima compagnia tutti compiacenti del nostro bravo capitano, e i due soldati.
E poi sono andato ancora in trincea ma il bombardamento nemico aveva cessato, per paura che avevano di un attacco nemico, hanno cominciato i nostri a bombardare per tutta la notte, ma non c’è stato nessun attacco da nessuna parte e alla mattina sono venuto fuori dalla trincea e sono stato tutto il giorno in galleria, si sentiva qualche cannonata di rado, ma avevo sempre la voce nelle orecchie che mi sembrava sempre di sentire il cannone.
E poi alla sera tutto quieto, siamo venuti nella baracca a dormire e il dì 17, 18 sono stato in riposo che era tutto quieto; speriamo sempre in bene anche l’avvenire, non cessiamo mai di pregare Iddio e la Madonna che ci potrà salvare da quei pericoli.
Ho ricevuto la tua cartolina del 13 con molto piacere che sei in buona salute e i nostri cari bambini e tutti in famiglia.
Io termino di scrivere col mandarti i miei più cordiali saluti e baci ai nostri cari bambini, saluti padre e mamma e (illeggibile), saluti cognati e cognate e sorelle e fratelli. Saluti alla zia e zio, e quelli che dimandano di me, saluti e baci ai nipotini sono tuo
aff.mo marito Giovanni Colombo
Cara moglie
Questa lettera la terrai da conto che potrà andare bene che questo capitano è un ricco signore e da borghese è di professione avvocato capitano Marino signor Leone di Torino
…SEGUONO ALCUNE RIGHE ILLEGGIBILI… successo al giorno 15 maggio 1916.

Signori Ufficiali della censura leggete questa lettera: è stato un fatto successo al soldato Colombo Giovanni di Daverio e al Cap. Magg. Derico che ha compiuto il proprio dovere sotto il cannonneggiamento nemico, che ne buttavano da tutte le parti, per liberare il Capitano della prima Compagnia C.no Marino Leone e altri due soldati.
Mi sotto firmo
Colombo Giovanni

Copia di lettera di Vanoni Agostino (originale in Archivio comunale) che parla anche a nome di Giovanni Colombo, dalla prigionia (Mauthausen).

Lettera dal campo di Mauthausen su carta intestata del campo stesso con lettere gotiche (56,VIII,2,9)
12.7.17
Daveriani cari
Io e Colombo stiamo bene e speriamo anche dei nostri cari patrioti. Siccome giorni per giorni vediamo che ne arriva sempre qualched’uno dei nostri paesani e anche quelli che ritornano dei lavori come lo potrete sapere anche voialtri noi facciamo tutti il possibile per soccorrergli ma tutto per tutto non possiamo arrivare. E giunto per quello si rivorgiamo (sic) a voialtri tutti di Daverio e contorno se volete favorire alle nostre domande di potere inviare qualche pacco alimentare e pane denari saranno sempre quelli bisognosi e si occuperemmo noi e non badare che siano delle fanfole che io e Colombo le nostre care famiglie ni soccorrono abbastanza e noi penseremmo a distribuire a nostri cari patriotici, e sarebbe una bella cosa perché gli comitati hanno già fatto questo senza le nostre domande. Pregandovi di vero cuore lo potete immaginare anche voialtri quello che può abbisognare qui riso, pasta e qualche scatola di conserva e pane e capire del Stual (?) di Azzate e Tamborini Antonio che sappiamo del tutto le loro condizione.
Se volete fare questo inviate uno a me e poi unaltro (sic) a Colombo uno per uno per non fare delle confusione e troppo volume fatte consigli e troverete risultato a nostra richiesta. Andare contro l’inverno entrano tutti dei lavori e naturalmente se potremmo soccorrergli è una bella cosa. Termino con tutti i nostri cari saluti ai daveriani padri e madri che tanto soffrirono per noi con stima.
Prigioniero di guerra Vanoni Agostino, Colombo Giovanni, Vilzi Vincenzo Lomnago
Avvisare famiglia Montalbetti Ettore che è già 20 giorni che è caduto prigioniero e sta bene e anche Buzzi di Crosio e Prina Antonio con Giamberino di Azzate e gli altri si trovano hai lavori e gli ancora in un altro campo di concentramento e spero che fra mesi si riadunano tutti a Mauthausen.
Mio indirizzo
Kriegsgefangenen Vanoni Agostino Lagergruppo II, N. 41417 Mauthausen e Colombo Giovanni Lagergruppo II, N. 45425 Mauthausen Austria

A cura di Alberto Tognola (contatta l'autore)

Autorizzazione della Soprintendenza Archivistica della Regione Lombardia del 04/10/2018

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